Il Giardino di Ninfa accoglie una banca genetica per conservare i geni delle piante del futuro
Venerdì 28 febbraio presso il giardino di Ninfa, l'associazione Patriarchi della Natura ha messo a dimora, insieme ai tecnici e al sovrintendente Lauro Marchetti, una decina di piccoli alberi, figli di patriarchi arborei che sono caduti nel tempo, alcuni x vecchiaia e altri x incuria dell' uomo. Si tratta di piccole roverelle, farine, cerri, lecci, cipressi dal grande valore genetico testimoniato dalle piante madri che hanno superato vari secoli, proprio grazie alla loro rusticità e resistenza alle avversità. A Ninfa, monumento naturale dove la poesia abbraccia l'architettura, grazie alla collaborazione tra la Fondazione Roffredo Caetani (alla cui famiglia si deve, sette secoli fa, l'ottimizzazione di questo luogo unico) e l’associazione Patriarchi, questi piccoli alberelli di grande valore genetico cresceranno in armonia con la natura e la bellezza del luogo e saranno conservati per le generazioni future. Una volta adulti, i loro semi daranno origine alle piante migliori per formare nuovi boschi che ci aiuteranno ad affrontare al meglio il nostro futuro.